Premio letterario

In ogni storia c’è un grande romanzo. A trovare il migliore, tra decine di opere letterarie italiane e internazionali, si dedica, con passione, rigore e curiosità, il Premio Lupicaia del Terriccio - Il Romanzo della Storia.

Il Premio riconosce la migliore opera di narrativa storica in lingua italiana, inglese o francese dell’anno, e si tiene a giugno a Castellina Marittima, presso le cantine Castello del Terriccio. Omaggio alla grande scuola del romanzo storico, il Premio intende riconoscere il valore del tempo, dimensione fondamentale lungo la quale si dispiegano le vicende degli uomini e le loro azioni, secondo una traiettoria tanto più ragionevole quanto più è unica e forse eccentrica. Cercando nel passato le tracce del nostro futuro.

IL PREMIO

La prima edizione del Premio Lupicaia del Terriccio - Il Romanzo della Storia si è tenuta il 12 e 13 giugno 2015 a Castellina Marittima. Presidente del Premio è Gian Annibale Rossi di Medelana, che guida la tenuta Castello del Terriccio e sostiene interamente la realizzazione del riconoscimento.

 

La seconda edizione si terrà il 18 giugno 2016 presso il Terriccio, con lo stesso spirito e una nuova giuria d’eccellenza.

 

Gian Annibale Rossi: “l’aver istituito questo Premio è un modo per riconoscere il valore del tempo, dimensione fondamentale lungo la quale si dispiegano le vicende degli uomini e le loro azioni, attraverso un atto di amore e di generosità verso l’opera letteraria”.

 

Il Premio è un omaggio alla grande scuola del romanzo storico. Il Premio intende riconoscere la migliore opera di narrativa storica in lingua italiana, inglese o francese dell’anno. Tale opera dovrà trovare ambientazione tra il 1066 - anno della battaglia di Hastings - e il 1815, quando il Congresso di Vienna mette fine all’esperienza napoleonica. Maggiori informazioni sulle condizioni di partecipazione al concorso si trovano nel regolamento, scaricabile nella apposita sezione del sito.

REGOLAMENTO

Il Premio Lupicaia del Terriccio è aperto a tutte le case editrici italiane. Fino al 31 marzo 2016 ogni casa editrice potrà proporre all’organizzazione del Premio una o più opere, rivolgendosi alla segreteria all’indirizzo segreteria@premioterriccio.it. La Giuria procederà allora all’esame delle opere e alla selezione di tre romanzi finalisti, i cui Autori saranno invitati a partecipare alla finale del Premio, il 18 giugno 2016, presso le cantine del Terriccio, a Castellina Marittima (Pisa), con la proclamazione a sorpresa del vincitore.

 

L’autore dell’opera vincitrice della prima edizione del Premio Terriccio riceverà una somma di ventimila Euro. I due autori finalisti non vincitori riceveranno una somma di tremila Euro.

GIURIA

Isabella Bossi Fedrigotti

 

Isabella Bossi Fedrigotti è nata a Rovereto (Trento) e vive a Milano dove scrive per il Corriere della Sera. Ha esordito nella narrativa nel 1980 con il romanzo Amore mio uccidi Garibaldi, seguito nell’ ‘83 da Casa di guerra, nel ‘91 da Di buona famiglia con il quale ha vinto il Premio Campiello. Nel ‘96 ha poi pubblicato Magazzino vita, nel ‘98 la raccolta di racconti Il catalogo delle amiche, nel 2001 Cari saluti, nel 2003 La valigia del signor Budischowsky, nel 2008 Il primo figlio. Del 2010 è una raccolta di racconti dedicati ai bambini. Se la casa è vuota, del 2012 I vestiti delle donne, del 2013 un libro per ragazzi, Gli altri ed io, del 2015 Quando il mondo era in ordine. Ha inoltre partecipato a un volume a più voci sull’handicap infantile intitolato Mi riguarda (e/o) e tiene una rubrica quotidiana (Dalla parte del cittadino) di colloquio con i lettori sull’edizione milanese del Corriere e un forum di conversazione (Così è la vita) sul Corriere on line.

Niccolò Capponi

 

Niccolò Capponi è fiorentino, con tutte le caratteristiche positive (poche) e negative (moltissime) della razza gigliata. Con oltre mezzo secolo di storia personale e ottocento anni di quella familiare sulle spalle, si picca di conoscere la musa Clio abbastanza per potersi permettere di darle del “tu”. Insegna in istituti universitari per stranieri, occupa il suo tempo scrivendo testi di storia narrata e tirando il collo a bottiglie di vino qualitativamente superiore. Tra i suoi libri: Al traditor s’uccida. La congiura de’ Pazzi, un dramma italiano (Il Saggiatore, 2014); Una pura questione di mortadelle. Saggio d’eresia storica (Bietti, 2013); La battaglia di Anghiari. Il giorno che salvò il Rinascimento (Il Saggiatore, 2011); Lepanto 1571. La Lega santa contro l'impero ottomano (Il Saggiatore 2008).

Andrea Kerbaker

 

Milano, 1960. Autore di libri di narrativa - Fotogrammi, 1996, Pater Familias, 2001, la trilogia Diecimila, 33⅓ e 70, (2003-2004), Una notte di dicembre, 2005, Coincidenze, 2008, La rimozione, 2016 – e di saggistica (Lo stato dell’arte, 2007, Bufale apocalittiche, 2008, Lo scaffale infinito, 2013, Breve storia del libro a modo mio, 2014). Dopo aver lavorato per 20 anni nella comunicazione e nell’organizzazione culturale dell’industria privata, ora insegna Istituzioni e Politiche Culturali all’Università Cattolica di Milano, anima la Kasa dei Libri dove tiene la sua collezione di oltre 25.000 volumi e collabora col Corriere della Sera, con Sette e col supplemento domenicale del Sole/24 Ore.



Rossella Sleiter Caracciolo

 

IGiornalista, fin dai giorni della sua fondazione a Repubblica, prima nelle pagine dell'inserto Week- end. Diretto da Sergio Frau, che Piero Ottone definì il migliore inserto dei quotidiani nazionali, poi al Venerdì di Repubblica, oggi ci collabora con la rubrica fissa dedicata ai Giardini: piante, giardini storici, pezzi di paesaggio recuperati o da recuperare, questi i suoi temi preferiti. Per l'editore Mondadori è uscito un libro, Cercatemi in giardino, che raccoglie oltre cento dei suoi ritratti di piante e di cercatori di piante. Ha fatto parte della giuria del premio fiorentino “Il monito del giardino”, e della giuria del Premio “Il parco più bello”. Entrambi non danno grandi soddisfazioni economiche a chi li vince, ma prestigio e visibilità. Si è divertita in passato a curare e far pubblicare- a volte anche a redarre, guide curiose, come quella sullo shopping a Roma e a Napoli, distribuite dal settimanale L'Espresso, e quella su New York per il mensile Capital, al quale ha collaborato per qualche anno, arricchendo la galleria di personaggi del verde e vivaisti speciali di piante insolite. Per Linea Verde, la storica trasmissione della Rete Uno Rai della domenica mattina, con un certo successo, ha dato consigli e fatto da guida tra coltivazioni storiche o balconi fioriti. E' una lettrice compulsiva, rapida, divertita, aperta a ogni genere, dalla biografia al giallo, dal romanzo al racconto breve alle raccolte epistolari. E' felice, arrivata ai suoi settanta, di avere ancora molto, tanto da scoprire tra capolavori e novità della letteratura nazionale e straniera.

Lorenza Foschini

 

Lorenza Foschini è nata a Napoli dove si è laureata in Storia con una tesi sulle finanze del Regno di Napoli sotto Gioacchino Murat. Come giornalista ha lavorato al GR1 diretto da Sergio Zavoli come inviato di cultura. Chiamata al Tg2 da Antonio Ghirelli, è stata tra le prime donne a condurre un telegiornale. Ha seguito come vaticanista Giovanni Paolo II nei suoi viaggi in tutto il mondo. Per la seconda rete diretta da Giovanni Minoli ha curato e condotto il programma "Misteri"andato in onda per molti anni con successo e tanti altri programmi culturali. Per la rete due di Carlo Freccero ha ideato e presentato "Il Filo di Arianna" . Ha lasciato recentemente la rai dopo essere stata Vice direttore di Rai Notte. Ha scritto:" Inchiesta di fine Millennio" Rizzoli, Premio Scanno. "Il Cappotto di Proust" Mondadori. Tradotto in 10 lingue. In prossima uscita:"Zoé. La principessa che incantó Bakunin" Mondadori Ha curato "La Democrazia in trenta lezioni" tratto da un suo programma con Giovanni Sartori, Mondadori. Ha tradotto:"Ballo a Guermantes", una raccolta di inediti proustiani per Studio Thesi. Ha curato: "E se la vita fisse una jam session?", biografia di Renzo Arbore per Rizzoli.

FINALISTI E VINCITORE

della prima edizione

ROMANZO VINCITORE DEL PREMIO TERRICCIO

Angela Nanetti

Il bambino di Budrio  (Neri Pozza)

 

Nel 1644 Budrio è un antico castello della città di Bologna. Dentro al castello, il convento ospita diciassette frati, tra i quali padre Giovanni Battista Mezzetti. Noto come «l’unto del Signore» per il suo titolo di teologo conseguito grazie a un breve papale, il frate ha poco più di trent’anni. Ha eletto a suo confidente il medico di Budrio, Alberto Carradori. Gli svela di coltivare vasti progetti per l’avvenire di un suo allievo: Giacomo Modanesi, un bambino di intelligenza e memoria prodigiose. Il ragazzo appartiene a una famiglia povera proveniente dal Po. Padre Giovanni Battista Mezzetti lo ha scorto per strada mentre mendicava e l’ha accolto nella scuola del convento. Per accorgersi, alle prime improvvisate lezioni, che la gloria di Dio è davvero nelle sue creature, poiché Giacomo Modanesi è un autentico prodigio, una mente che apprende come una spugna immersa dentro l’acqua. Quale migliore occasione per celebrare con lui la potenza del Creatore? La storia vera del tormentato rapporto affettivo tra un maestro troppo ambizioso e un allievo dal talento straordinario.

ANGELA NANETTI è nata a Budrio (Bo) e si è laureata in Storia medioevale. Ha insegnato nelle scuole medie e superiori di Pescara, dove risiede. Dal 1984 a oggi ha pubblicato più di venti romanzi per ragazzi, molti dei quali premiati in Italia e all’estero. È tradotta in 25 Paesi. Il bambino di Budrio è il suo primo romanzo per un pubblico adulto.

ROMANZI FINALISTI

La Dama Nera

Sally O'Reilly

La dama nera (Sonzogno)

 

Chi è la donna fuori dal comune che ha fatto girare la testa a William Shakespeare, trascinandolo in una storia d'amore torrida e disperata? È la celeberrima, e ancor più misteriosa, Dark Lady dei Sonetti. Era di origine italiana, la bellissima Aemilia Bassano. Figlia di un musicista veneziano, cresciuta alla corte di Elisabetta i d'Inghilterra, che l'aveva eletta a sua favorita. Colta, brillante, spregiudicata, Aemilia era diventata l'amante di Lord Hundson, cugino della Regina. Così era iniziata la sua grande avventura, tra intrighi, stregonerie, trame di seduzione. Ma la vita di Aemilia è destinata a venire sconvolta da un incontro fatale: alla prima rappresentazione della Bisbetica domata scoccano scintille tra lei e il grande drammaturgo. Hanno entrambi una personalità prorompente, fin dall'inizio intrecciano sprezzanti duelli verbali, finché l'amore li travolge. Ne nascerà una passione tormentata che, con fasi alterne, durerà tutta la vita. Nello splendido e brutale mondo elisabettiano, agitato dalle lotte per il potere e la sopravvivenza, una figura femminile indimenticabile, poetessa a sua volta, fedele a se stessa e al proprio cuore.

 

SALLY O’REILLY è giornalista e scrittrice inglese.

Vive con la sua famiglia a Brighton.

Pierluigi Panza

L’inventore della dimenticanza (Bompiani)

 

Nella Germania del Seicento Adam Brux è un medico affermato che insegue un sogno: inventare una tecnica di memoria che spinga all’estremo le potenzialità della mente umana. Studiando le opere di Giordano Bruno e i testi alchemici, la soluzione sembra a portata di mano, ma presto Adam si rende conto che la memoria non è priva di rischi: conservare tutti i ricordi, non dimenticare più nulla di quanto ci accade è una condanna troppo pesante da sopportare. Per questo, all’alba della Guerra dei Trent’anni, Brux pubblica il suo libro più importante per rivendicare il diritto all’oblio, ma la sua vita è in pericolo: qualcun altro sta conducendo studi su memoria e oblio, e non vuole rivelarne i risultati, destinati a cambiare per sempre il corso della storia.

 

PIERLUIGI PANZA è giornalista del “Corriere della Sera” e docente universitario. Si occupa di Beni culturali e ha pubblicato saggi di storia dell’arte e di estetica.

Ha scritto tre romanzi: Italiani all’opera (Skira, 2005), Il digiuno dell’anima (Bompiani, 2007) e Nati sotto la luna (Bompiani, 2011). Per Bompiani ha inoltre pubblicato La croce e la sfinge. Vita scellerata di Giovan Battista Piranesi (2009, Premio Campiello).

IL CASTELLO

Nel territorio collinare di Castellina Marittima la viticoltura risale ai tempi degli Etruschi, che tra l’800 e il 500 avanti Cristo dominavano questo tratto di Toscana dediti soprattutto all’estrazione mineraria, come testimoniano numerosi reperti archeologici rinvenuti nella proprietà, ma è al Medioevo che ci riportano le rovine del castello di Doglia, detto del Terriccio. Strategicamente posizionato in cima alle colline, esso aveva funzione di torre di segnalazione e protezione per gli abitanti delle pianure che all’avvistamento delle vele saracene vi accorrevano per trovarvi rifugio.

 

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